"Il buongiorno si vede dal web. La minaccia arriva dalla rete."

20.08.2026

a cura della ns. redazione nazionale

Quanto siamo diventati dipendenti dal giudizio degli altri?

Il problema non è soltanto ciò che leggiamo. È ciò che decidiamo di pubblicare.

Una fotografia della vacanza difficilmente ci espone al dissenso. Una cena con gli amici racconta qualcosa di noi, ma raramente mette in discussione qualcuno. Un post sul cibo, sul mare, su un viaggio riceve generalmente un "mi piace", un cuore, una faccina.

Ma quando scriviamo:

"Questa cosa non mi convince."

oppure:

"Su questo tema dobbiamo riflettere."

oppure ancora:

"Quello che sta accadendo è sbagliato."

improvvisamente entriamo in un'altra dimensione.


Non stiamo più mostrando noi stessi. Stiamo esprimendo un'opinione.

Ed è lì che può comparire la paura di non essere accettati.

La paura del commento.

La paura del giudizio.

La paura che qualcuno che non conosciamo affatto decida di entrare nella nostra vita con una frase offensiva.

E qui arriva la domanda più importante: è tutto legale?

No. Internet non è una zona franca.

Un commento offensivo non diventa automaticamente lecito perché viene scritto dietro uno smartphone o dietro un profilo social. In Italia, a seconda del contenuto, delle modalità e del contesto, un comportamento online può assumere rilevanza civile o penale. 

La diffamazione, disciplinata dall'art. 595 del codice penale, può riguardare anche comunicazioni effettuate attraverso internet e social network.

Criticare non significa diffamare

Posso non essere d'accordo con te. Posso contestare una tua posizione. Posso esprimere un giudizio anche duro, purché rimanga nei limiti consentiti dall'ordinamento.

Altra cosa è insultare, attribuire fatti falsi, denigrare una persona davanti ad altri o trasformare il dissenso in un'aggressione personale.

La Cassazione è tornata recentemente proprio sulla distinzione tra ingiuria e diffamazione nel contesto internet, ribadendo che la diffamazione riguarda l'offesa alla reputazione comunicata a più persone mentre la persona offesa rimane estranea alla comunicazione.

Non dobbiamo avere paura di scrivere.

Dobbiamo imparare a scrivere responsabilmente e a difenderci responsabilmente.

Perché se smettiamo di pubblicare un pensiero perché temiamo la reazione di uno sconosciuto, allora non abbiamo più soltanto un problema di maleducazione digitale.

Abbiamo un problema di libertà di espressione.


"Il buongiorno si vede dal web. La minaccia arriva dalla rete."


Quando accendiamo lo smartphone al mattino, siamo noi a scegliere ciò che entra nella nostra giornata o lasciamo che sia la rete a decidere come ci sentiremo?


Nella ultima pubblicazione " CAFFE' CORRETTO "  della nostra associane troverete anche questi temi. Un motivo in piu' per leggere e approfondire

SHOP ONLINE

SHOP ONLINE

Share