Il coraggio e la prontezza che fanno la differenza
A cura di Domenico Scordino referente delegazione territoriale regione Sicilia

Mi presento sono Domenico Scordino ex agente della polizia di stato, La mia rubrica l'ho chiamata Idiosincrasia - "Una forte avversione, insofferenza o incompatibilità verso persone, cose o situazioni, spesso con sfumature irrazionali". Mi permetto di portare su queste pagine virtuali i miei ricordi durante gli anni in servizio in Polizia.
Momenti di paura, poi il coraggio e la prontezza che fanno la differenza.
Messina, era il 27 giugno 2023, due agenti di polizia – Scala Silvestro e Formica Luca – mentre transitavano nei pressi di via Tommaso Cannizzaro, sono stati richiamati dalle grida disperate di una madre.
Tra le sue braccia, una bambina che non riusciva più a respirare.
In pochi istanti, compresa la gravità della situazione, il vice sovrintendente Scala è intervenuto senza esitazione: ha preso la piccola, l'ha posizionata sulla coscia e ha iniziato la manovra di disostruzione per liberarle le vie respiratorie dal pezzetto di pane che la stava soffocando.
Attimi interminabili… poi il respiro.
La bambina è salva.
Un gesto rapido, decisivo, che ha trasformato la paura in sollievo e speranza.
Il grazie dei genitori è immenso, ma il loro intervento vale molto di più: è la dimostrazione concreta di cosa significhi esserci, sempre.
Onore a chi protegge e salva vite ogni giorno.
Sono quello che molti definirebbero un "impiegato di banca mancato". Mio padre aveva già immaginato per me un futuro rassicurante, dietro la scrivania di un istituto di credito; aveva persino trovato il posto. Ma dentro di me batteva un ritmo diverso. Questo spirito ribelle mi ha accompagnato lungo tutta la carriera in Polizia. Dopo la scuola di Polizia a Bolzano, venni assegnato alla Questura di Palermo. Essendo diplomato — titolo che all'epoca pesava quanto una laurea — cercarono di chiudermi di nuovo in un ufficio. La mia risposta fu un "no" categorico: neanche morto mi sarei seduto dietro una scrivania. Poi arrivò il trasferimento alla Squadra Mobile, Sesta Sezione Catturandi e alle Volanti, tra Palermo e Messina. Dopo il buio delle stragi del '92, venni assegnato al nascente Ufficio Scorte ed in questo reparto ho concluso la mia carriera, nel 2019. Oggi, a 67 anni, la mia missione è cambiata ma non ha perso d'intensità. Mi dedico a mia madre novantenne, ho ripreso gli studi iscrivendomi alla facoltà di Criminologia e, attraverso il progetto della "Tazzina della Legalità", incontro i giovani. A loro cerco di trasmettere ciò che ho imparato in strada: il valore profondo del rispetto della legge e l'orgoglio di aver scelto, sempre, la libertà.
