L’ Etica di un Brand

21.03.2026

A cura di Silvio Valzani delegato nazionale alla comunicazione

Associazione Culturale LA TAZZINA DELLA LEGALITA' 

Quella che voglio raccontare oggi non è solo una storia d'impresa.
È una storia di identità, di etica, di legalità.

Per chi non è addentrato nel mondo del marketing, il brand la "marca" è molto più di un logo o di un nome. È l'insieme di elementi che rendono un'azienda riconoscibile: valori, reputazione, identità. È, soprattutto, il legame emotivo che si crea con le persone. Fiducia. Appartenenza. Scelta.

Mi presento: sono Silvio Valzani, delegato alla comunicazione per l'associazione "La Tazzina della Legalità". Dagli anni '80 opero nel settore della comunicazione strategica e della produzione audiovisiva. Amo definirmi creativo quando lavoro bene… e cretino quando non mi piaccio. E succede spesso. Ma questa è un'altra storia.


Entriamo nel cuore del racconto.

Anni fa, quasi per caso, ho conosciuto Matteo Tubertini durante il Magna Graecia Film Festival di Catanzaro. Io ero lì come fotografo per una rivista. Lui, consigliere delegato della sua azienda.

Ricordo e vedo ancora oggi quel biglietto da visita che mi consegnò sulla mia scrivania mentre sto scrivendo. 

Di Matteo mi colpì subito una cosa: la semplicità.
In un mondo dove spesso certi ruoli creano distanza, lui era esattamente l'opposto. Diretto, umano, disponibile. Parlammo di comunicazione, di imprese, di futuro. E capii subito che dietro quel ruolo c'era una visione.

L'azienda era ed è la Guglielmo Caffè.
All'epoca non la conoscevo. Ma bastarono poche domande per capire che non si trattava di un'azienda qualsiasi: era un simbolo per Catanzaro, una presenza storica, un punto di riferimento.

Anni dopo, grazie a Sergio Gaglianese, presidente dell'associazione per la quale scrivo, ho rincontrato Matteo. Ma il contesto era completamente diverso. 

Non si parlava più di comunicazione. Si parlava di resistenza. Pochi giorni prima, un atto intimidatorio aveva colpito l'azienda: un incendio doloso aveva danneggiato gravemente il capannone.

Un colpo duro. Uno di quelli che fanno vacillare tutto.

Eppure…

In quello sguardo, anche se segnato, c'era ancora qualcosa di più forte:
la volontà di ricostruire. La determinazione di andare avanti. Il rispetto per ciò che suo nonno aveva costruito negli anni '40.

Nell'immagine Matteo TUBERTINI - durante il primo incontro a Copanello (CZ) 27 agosto 2022 a seguito dell'atto intimidatorio nei confronti della GUGLIELMO CAFFE'

Un'eredità che nasce in un'Italia devastata dalla Seconda guerra mondiale e che trova forza nella ricostruzione sostenuta dal Piano Marshall. Un'impresa che attraversa il boom economico, la Crisi petrolifera del 1973, la globalizzazione, l'Euro, la Crisi finanziaria del 2008, fino alla Pandemia di COVID-19 e alla Crisi energetica globale del 2022.

E resiste. Sempre.

Come se non bastasse, pochi giorni fa, un nuovo colpo: un violento tornado ha colpito lo stabilimento. Capannoni danneggiati. Infrastrutture compromesse. Un altro momento che avrebbe potuto spegnere tutto.

Ma non è successo. Perché certe aziende non sono solo aziende. Sono storie. Sono persone. Sono radici. La Guglielmo Caffè è oggi un fiore all'occhiello del Sud, della Calabria, della città di Catanzaro. Oltre 200 persone tra dipendenti e collaboratori.
Oltre 200 vite che ogni giorno portano avanti un'idea di lavoro fatta di sacrificio, dignità e onestà
.

E allora mi sono fatto una domanda:
da dove nasce l'affetto così forte dei consumatori, in Italia e all'estero? La risposta è semplice. E forse proprio per questo è così rara. Non si tratta di strategie di marketing. Non si tratta di campagne pubblicitarie. Si tratta di serietà. Di rispetto verso chi compra. Di coerenza nel tempo.

Si tratta di valori tramandati dal fondatore, Guglielmo Papaleo.
Valori che ho avuto modo di conoscere indirettamente durante la realizzazione del docufilm "Le parole non bastano", nato proprio da quella ferita del 2022.

Dedizione.
Amore per il proprio lavoro.
Onestà.

E alla fine, tutto torna lì: nell'affetto delle persone. 

Una fidelizzazione che va oltre il prodotto. Oltre una semplice ma preziosa tazzina di caffè. Dentro quella tazzina c'è qualcosa di più: c'è impegno, c'è verità, c'è rispetto.

Perché scrivo tutto questo?

Perché, tra le tante imprese incontrate, questa è la dimostrazione concreta che un altro modo di fare impresa esiste. E forse si può riassumere in una frase semplice, ma potente:

scegli il lavoro che ami… e non lavorerai neanche un giorno della tua vita.

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