La legalità: una scelta di vita

24.07.2026

A cura di Domenico Scordino delegazione Sicilia

Fin dai tempi del liceo la cultura della legalità ha esercitato su di me un fascino profondo.

Provavo una rabbia silenziosa ogni volta che assistevo a un'ingiustizia, ogni volta che vedevo i più deboli essere sopraffatti dalla prepotenza. Sentivo che tutto questo non poteva essere accettato come normale.

Ricordo perfettamente il giorno in cui, ascoltando la radio, appresi la notizia del rapimento e poi dell'assassinio di Aldo Moro. Poco dopo, la televisione mostrò quelle immagini destinate a rimanere impresse nella memoria di un'intera generazione: il suo corpo ripiegato nel bagagliaio della Renault 4 rossa, parcheggiata in via Caetani. In quel momento maturò dentro di me una convinzione destinata a cambiare il corso della mia vita: non potevo restare spettatore. Dovevo fare la mia parte perché qualcosa cambiasse.

Gli anni della mia giovinezza non erano certo migliori di quelli che viviamo oggi. Nella città in cui sono nato, soprattutto, la legalità non era di casa: era quasi un'eccezione, un optional. Proprio per questo la scelta di arruolarmi nella Polizia di Stato non rappresentò semplicemente una professione, ma una vera missione.

Nell'immagine Domenico Scordino, agente di staffetta del giudice Falcone, Maresciallo Pietro Vitale, Comandante della Stazione dei Carabinieri di San Giovanni Bianco (BG), e Nicola Catanese Caposcorta del giudice Borsellino

Quella missione l'ho vissuta fino in fondo a Palermo, partecipando alla cattura di pericolosi latitanti mafiosi, uomini che con le loro azioni hanno provocato dolore, paura e sofferenza a intere comunità. Ogni arresto non era soltanto un successo investigativo, ma un piccolo passo avanti nella difesa dello Stato e dei cittadini onesti.

Con il pensionamento la mia missione non si è conclusa. Ha semplicemente assunto una forma diversa. Per caso ho incontrato un'associazione straordinaria: La Tazzina della Legalità. Attraverso questa realtà continuo ogni giorno a testimoniare quanto siano fondamentali i valori della legalità, dell'etica e della responsabilità civile.

Le Staffette della Legalità, organizzate in tante città d'Italia, mi hanno regalato incontri che porto nel cuore. Ogni tappa rappresenta un'occasione di confronto con studenti, insegnanti, amministratori e cittadini. Ma mi ha anche fatto comprendere una realtà che non possiamo ignorare: molti giovani oggi fanno fatica a spiegare cosa significhi davvero la parola legalità. Per alcuni è diventata un termine pronunciato spesso, ma vissuto poco.

Fortunatamente ho incontrato anche tantissimi ragazzi che la pensano diversamente. Giovani che hanno compreso che la legalità non è uno slogan, ma uno stile di vita; non è una parola da commemorare nelle ricorrenze, ma un valore da praticare ogni giorno attraverso piccoli gesti, scelte coraggiose e senso di responsabilità.

Ed è proprio questo che continua ad arricchirmi: vedere la legalità trasformarsi da semplice concetto astratto in esperienza concreta, in testimonianza, in esempio.

Per questo il mio impegno continua. E continua anche quello di tutti coloro che condividono questo cammino.

Perché la legalità non è un traguardo raggiunto una volta per tutte: è una strada da percorrere ogni giorno, insieme.

E finché ci sarà anche una sola coscienza da risvegliare, una sola persona da incoraggiare a scegliere la parte giusta, la nostra missione non potrà dirsi conclusa.

Agente Domenico Scordino -Staffeta di volante del giudice Giovanni Falcone


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