L' avvocatura come presidio di democrazia e guida etica
Una riflessione a margine del pensiero dell' Avv. Rita Tulelli
a cura di Mary Troiano (Curatrice del volume "Caffè Corretto" e Vicepresidente dell'Associazione Culturale "La Tazzina della Legalità")

Come curatrice del volume Caffè Corretto e vicepresidente dell'Associazione Culturale La Tazzina della Legalità, accolgo con profondo interesse l'intenso contributo e il prezioso materiale offerti dall'avvocato e criminologa Rita Tulelli. Il suo lavoro restituisce alla figura del difensore una dimensione fondamentale, spesso dimenticata nel dibattito pubblico: quella di presidio invalicabile della democrazia e delle garanzie costituzionali.
Nel documento fornito, dal significativo titolo "Avvocatura, Legalità e Costituzione: Il ruolo sociale della difesa nel contrasto alla criminalità organizzata", viene tracciato un quadro chiarissimo sul valore supremo del diritto di difesa. Richiamando il dettato dell'articolo 24 della nostra Carta Costituzionale — che sancisce l'inviolabilità della difesa in ogni stato e grado del procedimento — l'Avv. Tulelli ci ricorda che l'esercizio della professione forense non è soltanto un servizio reso al singolo assistito, ma un'alta espressione di servizio alla collettività.
Uno dei passaggi di maggior rilievo teorico e civile è l'indissolubile distinzione tra difendere e condividere. Difendere un imputato non significa assolutamente approvarne o condividerne la condotta; significa, al contrario, garantire il rispetto delle regole del giusto processo e della dignità della persona, assicurando l'equilibrio tra il potere dello Stato e i diritti del cittadino. Non vi può essere vera giustizia né Stato di diritto senza una difesa tecnica autonoma, indipendente e libera da qualsiasi condizionamento. In questo senso, l'Avvocatura partecipa attivamente alla lotta contro la criminalità organizzata proprio combattendola con la forza della Costituzione e delle regole.

Rita Tulelli , coautrice del libro "Caffè Corretto" Giacovelli editore
Se il documento di sintesi delinea con rigore i principi cardine e gli strumenti giuridici di tutela (dal patrocinio a spese dello Stato al Codice Deontologico e alla CEDU), il saggio curato per il volume Caffè Corretto, intitolato "La professione legale e la 'ndrangheta", affronta sul piano umano la complessa operatività quotidiana del legale in contesti ad alta densità criminale.
Forte della sua veste di avvocato-criminologa, Rita Tulelli affronta l'arduo dilemma etico del penalista di fronte alla criminalità organizzata. Come conciliare la funzione difensiva e il rispetto del segreto professionale con la responsabilità civile di proteggere la comunità dalla 'ndrangheta?
La risposta offerta dall'autrice risiede nella funzione sociale e pedagogica del legale.
L'avvocato non si limita alla fredda assistenza tecnica in aula o alla frequenza dei Tribunali, ma entra in contatto intimo con le dinamiche umane e familiari dell'assistito. È proprio in questo spazio di fiducia e ascolto — dove il legale agisce quasi come un "confessore" — che l'avvocato può esercitare una forte e autorevole pressione morale sul cliente.
Facendo perno sugli strumenti di tutela dei minori messi a disposizione dal nostro ordinamento, il difensore ha l'opportunità e il dovere etico di mostrare con chiarezza le gravissime conseguenze che le condotte criminali producono sui membri più vulnerabili del nucleo familiare: i figli. In contesti in cui i giovanissimi rischiano di essere diseducati all'ombra di cupi modelli adulti, l'intervento culturale e persuasivo dell'avvocato può diventare la chiave per spezzare i circuiti familiari disfunzionali e arrestare la tragica trasmissione intergenerazionale della cultura mafiosa. Questo è il punto di perfetto equilibrio rintracciato dall'autrice: adempiere al mandato difensivo continuando, al contempo, a servire la legalità sostanziale e il futuro delle nuove generazioni.

La figura di Rita Tulelli — attiva anche nel volontariato carcerario per la rieducazione dei detenuti e autrice di opere letterarie per l'infanzia volte a diffondere i valori del diritto fin da piccoli — incarna perfettamente lo spirito che muove l'Associazione Culturale La Tazzina della Legalità.
Il suo contributo ci dimostra che la legalità non è un'astratta proclamazione di principi, ma un impegno quotidiano fondato sul rispetto della dignità umana, della libertà e della responsabilità civile. A lei va il nostro più sentito ringraziamento per aver arricchito le pagine di Caffè Corretto con una testimonianza di così elevato valore etico, giuridico e sociale.
Mary Troiano

