“Patù – La passione delle idee”

Il programma di Roberto Inciocchi partirà su Rai 2 il 7 ottobre 2026, in prima serata, con una durata molto ampia, circa tre ore e mezza. L'idea dichiarata è quella di non realizzare il "solito talk show", ma di aprire con un viaggio/racconto dell'Italia, alternando politica, cronaca, reportage, storie delle persone, ospiti e linguaggi digitali.

Nell'immagine a sx gli agenti Salvatore Lo Presti e Nicola Catanese ex capi scorta del giudice Borsellino, durante le riprese del programma PATU'
Patù non è semplicemente il titolo del programma. È il format.
La scelta di un piccolo comune salentino come nome di una trasmissione nazionale produce un meccanismo comunicativo molto forte:
un luogo piccolo diventa la chiave per raccontare un Paese intero.
Il territorio non sembra essere utilizzato soltanto come sfondo scenografico.
La formula annunciata comprende:
reportage;
inviati;
corrispondenti;
storie personali;
politica;
economia;
cronaca;
fenomeni sociali;
linguaggi digitali;
ospiti in studio;
grandi schermi e clip.
Un altro elemento interessante è l'intenzione dichiarata di aprire finestre sulla vita e sulle storie delle persone.

Durante le riprese l'ex agente Nicola Catanese e Salvatore Lo Presti
La presenza di Salvatore Lo Presti e Nicola Catanese, legati professionalmente alla scorta di Paolo Borsellino, introduce nel programma qualcosa di diverso dal semplice approfondimento politico: la memoria affidata alla testimonianza diretta di chi ha vissuto quella stagione.
"Patù" nasce dichiaratamente con l'ambizione di raccontare l'Italia attraverso persone, storie e reportage, non soltanto attraverso il confronto degli opinionisti.
la Storia non viene spiegata soltanto dagli esperti; viene raccontata da chi l'ha attraversata.

La memoria
Il pubblico viene riportato agli anni delle stragi attraverso la voce di chi
era dentro quel sistema di sicurezza.
La
persona
Prima dell'"agente della scorta" televisivamente arriva l'uomo che ha condiviso
un periodo, un lavoro, una responsabilità e un rischio.
Il
documento umano
La testimonianza diventa una fonte narrativa. Non è semplicemente un'opinione
sull'epoca: è il racconto di un'esperienza vissuta.
Il collegamento con il presente
La domanda televisiva più interessante non è soltanto "che cosa accadde?", ma anche "che cosa è rimasto di quella esperienza?"

davanti all'ingresso dell'abitazione del giudice Paolo Borsellino
Tutti presenti il giorno 7 ottobre su Rai due alle ore 21:15 per seguire con interesse questa nuova avventura.
Per la cronaca l'agente Nicola Catanese membro del direttivo nazionale dell'associazione la tazzina della legalità, le immagini realizzate sono a cura dell'ex agente di staffetta del giudice Falcone Domenico Scordino, anche lui membro del direttivo nazionale e responsabile del direttivo Sicilia insieme al suo inseparabile amico Nicola Catanese.

