APPELLO DISPERATO

01.09.2026

A  cura di Sergio Gaglianese - Presidente associazione LA TAZZINA DELLA LEGALITA'

Nell'immagine Antonio DE CARO Presidente regione Puglia e Domenico Pio LASIGNA Sindaco di Palagiano (TA)

Nell'immagine Sergio GAGLIANESE 

Presidente associazione culturale LA TAZZINA DELLA LEGALITA'

Ho raccolto l'appello disperato di Nicola Antonio Netti,e ho scritto al Presidente della Regione Puglia Antonio Decaro Domenico Pio Lasigna Sindaco di Palagiano, perchè una società non può definirsi civile quando abbandona i piu' fragili, soprattutto quelli che hanno avuto il coraggio di denunciare la criminalità organizzata.

Egregio Presidente, Egregio Sindaco, scrivo questa lettera non soltanto nella mia qualità di Presidente dell'Associazione La Tazzina della Legalità, ma soprattutto come uomo che crede profondamente nel valore della denuncia e nella necessità di stare dalla parte di chi, davanti alla criminalità organizzata, sceglie di non piegarsi. Questa volta non voglio raccontare una storia di mafia. Voglio raccontare quello che accade dopo aver avuto il coraggio di denunciare la mafia. Si chiama Nicola Antonio Netti. È un uomo che, molti anni fa, davanti alla richiesta di una tangente, ha scelto di dire NO. Non ha pagato. Ha denunciato. E quella scelta gli è costata la distruzione della propria azienda. 

È stato l'unico a denunciare. Ha affrontato un percorso giudiziario durato dal 1995 al 2008, arrivando fino a una sentenza che ha riconosciuto le sue ragioni e ha portato alla condanna dei responsabili. La sua vicenda è stata anche raccontata nel libro "L'oro di Puglia" di Vito Antonio Loprieno, che ricostruisce dettagliatamente le diverse fasi di quella storia. 

Nicola, però, non si è fermato. Con un mutuo ha provato a ricostruire la propria azienda. Ha provato a rialzarsi. Ha provato a dimostrare che, nonostante tutto, era ancora possibile ricominciare. Poi, per la seconda volta, la sua azienda è stata distrutta.

Quella volta, per lui, è stata la fine. Ha ricevuto un'erogazione che, però, non gli ha consentito realmente di ripartire. Nel frattempo sono rimasti i debiti, le difficoltà economiche e, oggi, anche una situazione pesantissima con l'Agenzia delle Entrate. E qui arriva la domanda alla quale le istituzioni devono dare una risposta. 

Che cosa diciamo domani a un imprenditore al quale verrà chiesto di denunciare il racket? 

Gli diremo di avere fiducia nello Stato? 

Gli diremo che denunciare conviene?

Gli diremo che lo Stato non lo lascerà solo?

Oppure dovremo essere costretti a dirgli la verità:

"Denuncia, fai il tuo dovere, affronta anni di processi, perdi la tua azienda, prova a ricostruire, rischia nuovamente tutto e poi, se non riesci a farcela, arrangiati"?

Io credo che una risposta del genere sarebbe una sconfitta dello Stato. E sarebbe una vittoria della mafia. Perché la mafia non vince soltanto quando qualcuno paga il pizzo. La mafia vince anche quando riesce a convincere un cittadino onesto che denunciare non serve a nulla.

Ed è proprio questo il punto della vicenda di Nicola Antonio Netti. 

Lui il suo dovere lo ha fatto. 

Lo ha fatto quando avrebbe potuto scegliere il silenzio.

Lo ha fatto quando sapeva perfettamente quali sarebbero state le conseguenze.

Lo ha fatto affrontando anni di battaglie giudiziarie. 

E oggi, dopo aver fatto tutto quello che lo Stato chiede a un cittadino coraggioso

Nicola si trova a chiedere aiuto in ginocchio. Queste non sono parole mie. Sono le parole di Nicola. E quelle parole fanno male. 

Perché dietro quel "aiuto lo chiedo in ginocchio" non c'è soltanto la difficoltà economica di un uomo.C'è il fallimento di un principio. Se lo Stato chiede coraggio, lo Stato deve avere il coraggio di esserci.

Per questo, Presidente Decaro, mi rivolgo direttamente a Lei. Non le chiedo un favore. Non le chiedo una corsia preferenziale. Non le chiedo di violare una sola regola. Le chiedo qualcosa di molto più semplice e, allo stesso tempo, molto più importante:non lasciamo solo Nicola Antonio Netti. Verifichiamo la sua storia. Verifichiamo i provvedimenti giudiziari, la documentazione relativa alla distruzione della sua azienda, gli interventi già ricevuti, la sua attuale situazione debitoria e tutto ciò che può essere fatto, nel pieno rispetto della legge, per consentirgli di tornare a vivere con dignità. 

Se esistono strumenti regionali, nazionali o comunali destinati alle vittime della criminalità organizzata, si verifichi se Nicola possa accedervi. Se esistono strumenti di sostegno, si attivino. Se non esistono strumenti sufficienti, allora questa vicenda diventi l'occasione per interrogarsi sulla loro adeguatezza. Perché non basta commemorare le vittime della mafia. Non basta organizzare convegni. Non basta pronunciare parole bellissime sulla legalità. La legalità si misura soprattutto quando una persona, dopo aver denunciato, bussa alla porta delle istituzioni e chiede aiuto. È lì che si vede se lo Stato c'è davvero.

Al Sindaco di Palagiano Domenico Pio LASIGNA chiediamo, per quanto di competenza, di farsi parte attiva affinché questa situazione venga conosciuta, verificata e sottoposta a tutte le istituzioni competenti. E chiediamo anche alla stampa di raccontare questa storia. 

Non per pietismo. Non per compassione. Ma perché Nicola Antonio Netti non deve diventare il simbolo dell'uomo che ha denunciato la mafia ed è stato dimenticato dallo Stato.

Deve diventare, piuttosto, il simbolo di una comunità che decide di non voltarsi dall'altra parte. Come Presidente de La Tazzina della Legalità, continuerò a stare dalla parte di chi denuncia, di chi resiste e di chi non accetta di piegarsi alla criminalità. Ma oggi voglio rivolgere una domanda precisa alle istituzioni: 

SIAMO DAVVERO DISPOSTI A CHIEDERE AGLI ALTRI DI DENUNCIARE, SE POI NON SIAMO CAPACI DI PROTEGGERE LA LORO DIGNITÀ QUANDO HANNO DENUNCIATO?

Nicola ha fatto il suo dovere. Lo Stato, adesso, faccia il proprio. Non domani. Adesso. Perché la libertà non può essere una parola da pronunciare nelle cerimonie. La libertà deve essere una condizione concreta nella vita delle persone. E chi ha avuto il coraggio di difenderla pagando un prezzo altissimo non può essere lasciato solo. 

Nicola ha già pagato.Adesso tocca allo Stato rispondere.

W LA LIBERTÀ.Fiducioso di riscontro, saluto cordialmente.


Sergio GAGLIANESE

PRESIDENTE ASSOCIAZIONE CULTURALE

LA TAZZINA DELLA LEGALITA'

Share