Nel nome di Falcone e Borsellino
La 53ª Staffetta della Legalità
A cura della nostra redazione nazionale

La 53ª tappa della "Staffetta della Legalità" si è svolta il 23 maggio presso il palazzetto dello sport di San Giovanni Bianco, in provincia di Bergamo, in ricordo della Strage di Capaci, nella quale persero la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro.
L'attentato, di matrice terroristico-mafiosa, fu compiuto con una carica esplosiva composta da tritolo, RDX e nitrato d'ammonio, con una potenza equivalente a circa 300 kg di tritolo.
La manifestazione si è aperta con l'Inno d'Italia, seguito da un intenso momento di raccoglimento dedicato alle vittime della mafia e a tutti coloro che hanno sacrificato la propria vita per la legalità e la giustizia.
Tutto questo è stato possibile grazie all'impegno e alla grande capacità organizzativa della Dirigente scolastica dell'Istituto Comprensivo di San Giovanni Bianco, Rossana Rita Ricciardi, in stretta collaborazione con quattro sindaci che hanno dimostrato grande senso delle istituzioni e amore per il territorio: Gianluca Arnoldi, Sindaco di Taleggio, Enrica Bonzi, Sindaca di San Giovanni Bianco, Andrea Locatelli, Sindaco di Camerata Cornello, e Luca Locatelli, Sindaco di Vedeseta. Un sincero apprezzamento anche a Agostino Lo Chiatto DSGA dell'Istituto Comprensivo di San Giovanni Bianco. Uomo capace con una grinta particolare.

Un'iniziativa che ha saputo mettere da parte ogni appartenenza politica per unirsi attorno a un obiettivo comune: la legalità. Un esempio concreto di maturità civile e collaborazione istituzionale al servizio della comunità.
Momenti di intensa commozione e lunghi applausi hanno accompagnato gli interventi di Nicola Catanese, ex capo scorta del giudice Paolo Borsellino, e di Domenico Scordino, staffetta di volante del giudice Giovanni Falcone.
Particolarmente significativo il silenzio attento dei tanti giovani presenti: ragazzi e ragazze che rappresentano il futuro del nostro Paese, capaci di ascoltare e comprendere il valore della memoria, del coraggio e della legalità.
Numerose le istituzioni intervenute, tra le quali il Comandante della Stazione dei Carabinieri di San Giovanni Bianco, Maresciallo Pietro Vitale; il Comandante del Nucleo Comando della Compagnia dei Carabinieri di Zogno, Maresciallo Maggiore Dott. Francesco Renna; il Dirigente della Squadra Mobile della Questura di Bergamo, Dott. Giovanni Franco; e il parroco di San Giovanni Bianco, Don Gianluca.

Il presidente e la vicepresidente dell'Associazione Culturale La Tazzina della Legalità, Dott. Sergio Gaglianese e Prof.ssa Mary Troiano, hanno posto l'accento sull'importanza delle collaborazioni attive a livello nazionale con i numerosi associati iscritti. Hanno inoltre sottolineato quanto sia fondamentale dialogare con i territori senza mai assumere un atteggiamento distante o calato dall'alto, ma costruendo relazioni autentiche, fatte di strette di mano e sguardi diretti, capaci di creare fiducia e partecipazione reale.
È stato evidenziato come oggi non vi sia bisogno di ulteriori passerelle, ma di azioni concrete e incisive per contrastare ciò che la criminalità organizzata è in grado di generare nei diversi territori, anche in quelli che vengono erroneamente considerati realtà tranquille e lontane da determinate dinamiche criminali.
A seguire, gli interventi dei soci dell'associazione: Marco Sorbara, vittima di ingiusta detenzione; Mauro Esposito, vittima della 'ndrangheta; e Silvio Valzani, delegato alla comunicazione, che ha affrontato il delicato tema della complessità del dialogo con le nuove generazioni e dell'importanza di trovare linguaggi e strumenti capaci di coinvolgere concretamente il mondo giovanile.

Grazie a un'accoglienza davvero speciale, tutto lo staff dell'Associazione Culturale La Tazzina della Legalità ha avuto l'opportunità di visitare luoghi e borghi meravigliosi immersi nel verde della splendida provincia di Bergamo, dove la cura del territorio rappresenta un valore autentico e profondamente radicato nella cultura delle persone.
Al momento della partenza non sono mancati abbracci sinceri e carichi di emozione da parte di tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita dell'evento. La sensazione condivisa è stata quella di aver incontrato nuovi amici, persone dotate di grandi qualità umane e relazionali, capaci di trasformare una manifestazione in un'esperienza di autentica condivisione.
Ci siamo salutati con la volontà di proseguire insieme questo percorso fatto di memoria, legalità e collaborazione. Le novità non mancano e i progetti futuri sono già in cantiere, ma li racconteremo nel prossimo articolo.
Dalla splendida provincia di Bergamo, per ora è tutto… ma, come si suol dire: to be continued.

